03 Jul 2009
AFFRICO
Per i non fiorentini questa parola dirrà poco, per i fiorentini, invece, moltissimo. Affrico! Non è uno stato tropicale, nè la versione al maschile del continente, nè un vento dal sud. E’ però un personaggio mitologico, un pastorello che si innamorò di Mensola, una gentil donzella de’ su’ posti. La gentil donzella era però puro un’ancella della dea Diana, che scoperta la tresca, tramutò i duo amanti in torrenti; è però, che affirenze ci abbiamo il torrente Mensola, che si butta giù dalle colline di Settignano, e il torrente Affrico, che scende dal clivio di Fiesole.
Inzomma, come ciabbiamo i torrenti noi, non ce li ha nessuno.
Peraltro, la storia di sti due fiumelli si intreccia con l’arte fiorentina (com’è curturale sto post), perché, mentre la Mensola passa per la strada, dove Palazzeschi ambientò le sue “Sorelle Materassi” e dove lui stesso risiedeva (Coverciano), l’Affrico, dové assurgere a gloria simil pari, perché, sulle sue sponde, vide in piena attività la cosiddetta “Scuola di Piagentina” (piaggia = sponda) cioè, quel gruppo di pittori italiani, contemporanei degli impressionisti, che in modo originalissimo parteciparono ai fermenti innovativi dell’epoca: i Macchiaioli. Si hanno presempio varie pitture di Silvestro Lega delle sponde dell’Affrico e delle case sulla via Piagentina:

mentre ahimé, oggigiorno il ruscello è interrato, non si vede dalle pendici della collina di Fiesole alla riva d’Arno, si vedono anzi dei bei palazzoni stile dopoguerra che nulla aggiungono alla gloria della città.
L’Affrico risbuca appena in tempo per sfociare in Arno; è un luogo commovente, e pieno di suggestioni assai; vi si aggirano gatti randagi, e alcuni fabbricati stanno lì a segnalare all’ignaro passante l’unione delle due acque.
Si potrebbe fare una spedizione per risalire i mitici corsi dell’Affrico e del Mensola…
I link:
Il testo di Giovanni Boccaccio “Ninfale Fiesolano”
Pitture di Silvestro Lega
Percorso nella splendida area del torrente Mensola, sul sito del Comune di Firenze
Di Palazzeschi, il più grande a parer mio autore italiano del ’900, nulla è disponibile in rete, che al momento sia di pubblico dominio, contrariamente ai testi del Boccaccio che ovviamente sono tutti esenti dal diritto d’autore; ma i libri di “Pazzeschi” valgono l’acquisto come nessuno.
