BARCAMP PALAZZO VECCHIO – CONSIDERAZIONI SULLA GIORNATA
Qualche considerazione sparsa a Barcamp appena finito; ricordo a chi non lo sapesse, che il tema del Barcamp Palazzo Vecchio era la cultura del contemporaneo a Firenze, nelle sue relazioni con l’enorme patrimonio del passato della città.
1) Molto ovviamente, è trapelata una scontentezza diffusa da parte di tutti o quasi sulla situazione della cultura in città, e su come è stata gestita da molti anni a questa parte. Da una parte gli interventi hanno puntualmente messo il dito sulle piaghe aperte: cinema che chiudono, massificazione della cultura, impoverimento degli artisti, musicisti, attori, o qualunque altra sorta di operatori culturali, difficoltà nel far nascere iniziative, e ostacoli continui nel portarli avanti; problemi concreti specifici, gravissimi, sono emersi; di molte cose sapevo, essendo Firenze la mia città, altre cose hanno sorpreso anche me; mi ha stupito sapere per esempio da Giorgio Bonsanti presidente del più importante festival di cinema fiorentino, il Festival dei Popoli, che tale festival ha avuto decurtato in modo spietato le sovvenzioni, e per di più è sotto sfratto, dovrà quindi cercarsi un’altra sede per gli uffici del festival stesso; o ancora, sentire da una associazione musicale delle accuse forti sul problema annoso della gestione dei concerti estivi, con delle parole durissime sugli “squali” che si profittano dello stato di fatto, non mi ha fatto sentire meglio, nè più orgoglioso di essere fiorentino. La lista delle dolenze è lunga;
2) Puntuale, preciso e ben documentato l’intervento di Stefano Passigli sulla situazione fiorentina; è un peccato che non si possa recuperare questo intervento da qualche parte, perché quell’intervento, così com’è, illumina a giorno lo stato delle cose; tale intervento potrebbe servire subito come piattaforma di base per un programma di grande respiro sullo sviluppo della cultura a Firenze e in Toscana. Se riesco a trovare la possibilità di contattarlo, sono tentato di chiedere a Passigli di mettere in rete il suo intervento che sarebbe utilissimo a molti;
3) Tra le cose criticate in modo franco da Passigli c’è anche laToscana Film Commission; ha in sostanza detto che considerando le somme ingenti che sono spese per tenerla in piedi, i risultati sono poca cosa (non sono forse le parole esatte che ha usato, ma il concetto era questo). In realtà Passigli ha criticato anche varie Film Commission di altre regioni italiane; ha detto che per varie ragioni una delle poche in Italia che funziona è quella di Torino; ma che quella della Toscana non funziona e sarebbe meglio per tutti chiuderla.
Stando così le cose, sarebbe meglio chiuderla si, tanto più in questa situazione, in cui si nega l’indispensabile a istituzioni, come il Festival dei Popoli, che veramente danno un ritorno vero e solido alla città.
4) Il vero problema è quello della ripartizione e dell’uso delle risorse. Alla fine tutto si riduce a una questione economica. Una cosa non è chiara, e non è chiara anche a chi sta molto a cuore la cultura in questa città. Non è chiaro l’uso e la distribuzione delle risorse. Per esempio, sfido a trovare una persona che si occupa di cultura a Firenze, che sappia quanto viene assegnato annualmente alla Toscana Film Commission. O comunque, in che modo e con che ripartizione sono distribuite le dotazioni economiche alle strutture culturali. Per cui, la prima cosa da fare sarebbe quella di fare un bilancio chiaro e documentato delle distribuzioni e dell’impiego delle risorse.
Finchè non viene fatto questo censimento delle risorse, nessuno ci capirà niente nel groviglio di interessi e di gestioni delle cose culturali, e quindi nei difetti che ne conseguono.
5) Nonostante questa scontentezza sul proprio stato, l’idea di incontrarsi per parlare è stata vista in modo positivo, direi da molti se non da tutti i partecipanti al barcamp. Questa attitidine positiva non mi è sembrata una impressione solo mia. Anzi direi che tirava un vento di novità piuttosto chiaro.
Dopo anni a ritrovarsi a parlare con un muro, tale era l’impressione davanti alla vecchia amministrazione comunale, ritrovarsi improvvisamente catapultati nel Salone dei 500 nel cuore di Palazzo Vecchio, in realtà, è stata una bella differenza. Ricordo per esempio un incontro con un assessore della giunta Domenici: la sensazione di rifiuto non solo del confronto, ma pure del dialogo era nettissima. Che dico dialogo, non c’era nemmeno la parvenza. Credo che gli organizzatori e tanto di più il nuovo assessore siano contenti del risultato di questo Barcamp Palazzo Vecchio, che oltretutto è stato, mi sembra, il primo barcamp in assoluto mai organizzato dal Comune di Firenze.
Anche per questo motivo credo che sia stato un bene che questo barcamp ci sia stato, e che sia stato in Palazzo Vecchio, e tanto di più nel Salone dei 500. Ha avuto forse più un valore e un senso simbolico, che pratico; penso che questa sottigliezza sia sfuggita ai più, che non abitano a Firenze e che conoscono poco della vita recente della città. C’è chi ha fatto notare che il brusio di fondo disturbava parecchio, che chi parlava non aveva microfono e bisognava stare vicini per sentire; tutto vero, ma anche con questi inconvenienti, sono dell’idea che è stato meglio organizzare questo primo barcamp nel Salone dei 500 piuttosto che in altri spazi comunali.
Insomma, se volevano dare un segnale che per quanto riguarda il capitolo cultura, in questa città, d’ora in avanti si cambia, non potevano darlo più forte.
6) CON QUESTO, giustamente faceva notare Alessandro Sardelli, che se la giornata di oggi, dovesse poi limitarsi, a posteriori a risultare una serie di “sfoghi”, non è un passo avanti. Infatti in realtà, il vero cambio lo danno poi le cose concrete. Ho il sospetto, che cambiare concretamente le cose sia leggermente più difficile che parlarne; e poi, bisogna vedere l’amministrazione, in concreto cosa vuole cambiare e in che direzione; per cui un’opinione tantopiù o tantomeno negativa si potrà dare solo al termine dei prossimi anni, quando si farà un bilancio delle cose che sono nella pratica cambiate, e in che direzione.
7) E’ piaciuto anche il confronto, cioè la possibilità di confrontarsi tra terzi; cioè non solo con l’amministrazione, ma anche tra soggetti interessati alla cultura, enti, associazioni o cittadini semplici. Questo è un altro aspetto che manca, che manca crudelmente; mancano occasioni anche solo per incontrare persone con interessi comuni, per avviare dialoghi su temi seri, e anche progetti. Ciò avviene spesso come conseguenza di eventi non specificatamente creati per il dialogo; per esempio, in occasione di un festival di cinema, capita che ci si ritrovi prima di una proiezione a commentare lo stato dell’arte o a scambiarsi opinioni. E’ però vero che un incontro come il barcamp di oggi è organizzato ESCLUSIVAMENTE per scambiarsi opinioni, e tutti sono spinti o incoraggiati a entrare in rapporto con gli altri; e quindi quello di oggi è stato sicuramente un momento molto importante, come Firenze non vedeva da anni forse.
8). CIO’ DETTO, io non voglio nè posso dimenticare le ragioni che non mi hanno permesso di votare il presente e nuovo sindaco; al momento, non ho cambiato parere; parlando più in generale di ragionamenti e di argomentazioni politiche – ma qui si esula dal discorso del Barcamp e anche della tematica cultura – ho la forte impressione che tra cinque anni, ci saranno ancora tutte le ragioni che mi hanno spinto a non votare questa coalizione, nemmeno peraltro, al secondo turno (al ballottaggio che c’è appena stato, ebbene si, lo confesso: mi spiace molto, ma non ho votato). Troppe cose purtroppo non mi convincono, e sono proprio nel programma del Renzi; quindi immagino che le metterà in pratica, cosa che non mi piacerà; lasciando da parte tra l’altro, i molti, a parer mio, problemi di linguaggio, gli scivoloni sulle parole, le parole stesse, i termini del linguaggio o i toni non adatti di questo modo di fare politica, che indipendentemente dalle motivazioni che ci possono essere dietro, a me non piacciono – non li sopporto – e mi danno i più vivi malesseri.
9) Penso insomma, che da una parte questa giunta farà meglio della passata, inevitabilmente perché almeno in certi settori, come quello della comunicazione o del rapporto con i cittadini, sia difficile fare peggio di Domenici e dei suoi assessori. Su questi argomenti, come quello della comunicazione con i propri elettori o cittadini Renzi ha già cominciato a fare meglio, visto che ha inaugurato una stagione del dialogo che evidentemente, considerando quanto poco dialogassero gli assessori della giunta Domenici, sembra a tutti una specie di svolta epocale.
Nel video sopra, alcuni secondi del barcamp, nel pomeriggio, che è stato più calmo della mattina – soprattutto il panorama fuori delle finestre di Palazzo Vecchio e l’ampio Salone, con gli affreschi del Vasari e l’incredibile soffitto – tanto per dare una idea delle quinte sceniche che ha avuto questo barcamp; rimando a domani un montaggio elaborato; all’ora che è, sto miseramente crollando, perché la giornata è stata assai intensa.
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