23 Jan 2010

ARCHITECTURAL WORKSHOP

Siamo a pochi minuti dall’apertura della mostra Alchima debole, e abbiamo appena intervistato gli architetti dello studio Architectural Workshop, dove si svolge la mostra stessa. Alessandro Lattanzi e Roberto Fileni parlano del perché ospitare questa mostra, delle attività di Architectural Workshop e dei progetti futuri…

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09 Sep 2009

LE TERRAZZE DEL DUOMO

L’8 settembre è l’anniversario della posa della prima pietra del Duomo di Firenze e per l’occasione, sono aperte al pubblico le cosiddette terrazze. Per sapere cosa sono, non c’è che da vedere il video… sconsigliato a chi soffre di vertigini.

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06 Sep 2009

LE DISTRUZIONI DEL VECCHIO CENTRO DI FIRENZE

Purtroppo, l’architettura a Firenze si è guastata ormai da molti anni, e possiamo ben dire che c’è ormai una tradizione del brutto a Firenze, dello sbagliato, del disarmonico. Quindi i vari orrori che vengono su ora, non escono dal nulla, ma sono stati preparati da una secolare tradizione di smantellamento e di cancellazione, di imbruttimento della città che prosegue con solerzia e senza sosta, ormai dalla metà del secolo 19°.
I casi più negativi e orrendi sono probabilmente le distruzioni del centro storico di Firenze, il vero centro, che siccome era troppo bello, allora andava buttato giù e rifatto. Al suo posto, un urbanismo pretenzioso, inutile e incolore, nello stile della società dell’800, con tutta la sua pompa, la sua prosopopea. Via Pellicceria è uno di questi luoghi, cancellato dalla storia. Il progetto all’origine prevedeva il prolungamento degli sventramenti fino all’Arno, per costruire una nuova via. Per fortuna non fu portato a termine, ed è per questo che oggi abbiamo il Palagio di Parte Guelfa benché rimaneggiato, e gli altri edifici che si trovavano sulla traiettoria, e che per fortuna si trovano ancora.
Nel video, si vede precisamente il punto in cui la via fu interrotta: la cesura è incredibile, con a sinistra gli edifici di una Firenze che sapeva di architettura, di arte e del bello, e a destra una Firenze di pochi secoli dopo, che ha dimenticato completamente il senso di una creazione artistica.

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25 Aug 2009

ANTICO E MODERNO A FIRENZE

Riprendendo uno dei temi più dibattuti al recente Barcamp Palazzo Vecchio – il rapporto tra antico, civiltà antica, e modernità – posto qui tre brevi video, di pochi secondi, ripresi nei giorni scorsi.
In realtà a Firenze c’è questo problema del rapporto con il suo passato che è irrisolto. Non si è voluto mettersi di fronte seriamente al passato e alle sue glorie. Difatto due Firenze convivono, una Firenze dell’antichità, con tutti i suoi splendori, ambizioni e successi, e una Firenze molto più modesta, dimessa, che non sa o non vuole rendersi conto di quanto poco conta, di quanto poco vive di arte del contemporaneo, di arte attuale.

La cosa è particolarmente visibile, quando nei rari casi, il contemporaneo irrompe nella struttura antica della città. E’ il caso di questo oggetto d’arte, dello scultore Maraniello, che sta nella piazza Pitti, proprio davanti al palazzo, per l’occasione di una mostra dello scultore nel giardino di Boboli.

Eppure, in questo intervento il contemporaneo direi regge il confronto con l’antico… Chi ci impedisce di progettare e prevedere per Firenze interventi simili, anche permanenti, nelle varie zone della città?

In altri casi il contemporaneo stride antipaticamente con l’antico. Qui, un bus panoramico passa per la stessa piazza Pitti.

Non dico che il bus è brutto, tutto giallo com’è. Però non ha niente a che fare con la piazza e di fatto, passa come un corpo estraneo. D’accordo che non è un oggetto d’arte, neanche le automobili lo sono, ma questo, tanto giallo e tanto grande com’è, sturba a confronto con le linee urbanistiche, con le proporzioni della piazza.
Si poteva forse pensarlo in un colore diverso? E come intervieni su una forma definita, come quella di un bus?

Il terzo video riguarda una meridiana realizzata due anni fa davanti al Museo di Storia della Scienza, sui lungarni, a due passi dal Ponte Vecchio.

Anche in questo caso, l’impressione è che l’intervento, benché certamente contemporaneo nella forma, non disturba nel confronto con l’antico, e anzi sta in un rapporto reciproco.

Con il che viene da pensare che non sarebbe impossibile ri-pensare una città pienamente riuscita, e pienamente contemporanea, che non sfrutta più il centro storico, ma che diventa centro storico nella sua interezza, senza interruzioni spaziali, o temporali, tra il non-riuscito e il chiaramente valido.

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19 Aug 2009

PALAZZO STROZZI VS PALAZZO DI NOVOLI

Il confronto è impietoso, lo so. Ma dà la misura di come stanno le cose nel reparto “cultura” a Firenze, attualmente. Ci si riempie la bocca di cultura, di progetti, di idee, di proposte e iniziative. E si dimentica che Firenze è attualmente questa: una città brutta, fatta male.
Chi ha permesso che si costruissero gli orrori, che sono stati fatti dal dopoguerra, almeno, in poi? Di chi è la colpa?
Se le cose vanno così male, non è forse colpa di chi la gestisce tanto male, la città?
E che dire di quel mare di porcate che vengono su ora, e che sono in fase di progetto alla estrema periferia nord, verso il viale XI agosto?

Mettiamo perciò a confronto Palazzo Strozzi, edificio terminato nel 1538, con un palazzo di via di Novoli. Qualcuno si rende conto a che livello Firenze è sprofondata?

Come si può parlare di cultura e di iniziative data questa architettura, questa urbanistica?

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