05 Sep 2009

DUE FIUMI NELLA BAIA

Si, perché la statua di Greg Wyatt, “I due fiumi”, dedicata all’Arno e all’Hudson, e regalata alla città di Firenze,… questa statua, dice l’assessore alla cultura G. Da Empoli che sarebbe meglio metterla in vendita su ebay. Oppure parcheggiarla in uno scantinato. Insomma sta statua un gli è piaciuta punto al Giuliano Da Empoli. Mi sa che non poteva dirlo più chiaramente.


Ma… io non sono un esperto di arte contemporanea, e vorrei anzi avere l’opinione di qualcuno dei miei amici che ci sanno… direi però che
1) Lo scultore non deve aver fatto i salti di gioia a sentire l’assessore usare ste parole e sto linguaggio; tantopiù considerando il contesto – regalo alla città di un artista più che attaccato a Firenze, il senso e il valore artistico della statua stessa, l’importanza dell’artista riconosciuto a livello internazionale, eccetera
2) Anche se all’assessore non gli è piaciuta, però l’artista l’ha regalata alla città, non a lui
3) L’arte contemporanea è talmente complessa, che per un vero giudizio di valore ci vogliono gli esperti (come lui per esempio), non c’è niente da fare. Ammesso che in altre epoche fosse più facile capire il valore di un’opera d’arte (ma mi sa che anche nel Rinascimento ci doveva essere parecchia gente che non ci capiva nulla), ai giorni nostri ti serve il lavoro di un esperto, anche solo per un’esegesi di base. Ciò detto… e essendomi già dichiarato non-esperto… a me sembra che ci sia ben più che del valido dietro ai “2 fiumi”… ma magari mi sbaglio…

vabbè…

… Giuliano, vorrà dire che con quello che tu ci prenderai dall’asta tu rimporperai la prossima estate fiorentina!

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25 Aug 2009

ANTICO E MODERNO A FIRENZE

Riprendendo uno dei temi più dibattuti al recente Barcamp Palazzo Vecchio – il rapporto tra antico, civiltà antica, e modernità – posto qui tre brevi video, di pochi secondi, ripresi nei giorni scorsi.
In realtà a Firenze c’è questo problema del rapporto con il suo passato che è irrisolto. Non si è voluto mettersi di fronte seriamente al passato e alle sue glorie. Difatto due Firenze convivono, una Firenze dell’antichità, con tutti i suoi splendori, ambizioni e successi, e una Firenze molto più modesta, dimessa, che non sa o non vuole rendersi conto di quanto poco conta, di quanto poco vive di arte del contemporaneo, di arte attuale.

La cosa è particolarmente visibile, quando nei rari casi, il contemporaneo irrompe nella struttura antica della città. E’ il caso di questo oggetto d’arte, dello scultore Maraniello, che sta nella piazza Pitti, proprio davanti al palazzo, per l’occasione di una mostra dello scultore nel giardino di Boboli.

Eppure, in questo intervento il contemporaneo direi regge il confronto con l’antico… Chi ci impedisce di progettare e prevedere per Firenze interventi simili, anche permanenti, nelle varie zone della città?

In altri casi il contemporaneo stride antipaticamente con l’antico. Qui, un bus panoramico passa per la stessa piazza Pitti.

Non dico che il bus è brutto, tutto giallo com’è. Però non ha niente a che fare con la piazza e di fatto, passa come un corpo estraneo. D’accordo che non è un oggetto d’arte, neanche le automobili lo sono, ma questo, tanto giallo e tanto grande com’è, sturba a confronto con le linee urbanistiche, con le proporzioni della piazza.
Si poteva forse pensarlo in un colore diverso? E come intervieni su una forma definita, come quella di un bus?

Il terzo video riguarda una meridiana realizzata due anni fa davanti al Museo di Storia della Scienza, sui lungarni, a due passi dal Ponte Vecchio.

Anche in questo caso, l’impressione è che l’intervento, benché certamente contemporaneo nella forma, non disturba nel confronto con l’antico, e anzi sta in un rapporto reciproco.

Con il che viene da pensare che non sarebbe impossibile ri-pensare una città pienamente riuscita, e pienamente contemporanea, che non sfrutta più il centro storico, ma che diventa centro storico nella sua interezza, senza interruzioni spaziali, o temporali, tra il non-riuscito e il chiaramente valido.

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15 Aug 2009

DUE PAROLE CON FOLON – FERRAGOSTO A FIRENZE

Ferragosto a Firenze, con chi scambiare due chiacchiere? Chi è rimasto in città nonostante la calura? Chi non sembra risentire dell’afa e anzi, sta tutta la giornata al sole cocente senza fare una piega?

Ma la statua di Folon a Varlungo, che accoglie chi entra in città, con un allegro ombrello d’acqua…
Lui è sempre lì e ben disposto con chiunque, a fare due chiacchiere.

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